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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Fusione nucleare
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top
In mwdgchimica nucleare e in mwdwfisica nucleare, la mweafusione nucleare è una mweqreazione nucleare nella quale i mwegnuclei di due o più mwewatomi si fondono tra loro formando il nucleo di un mwfaelemento chimico più pesante.

Perché la fusione sia possibile i nuclei devono essere avvicinati tra loro, impiegando una grande quantità di mwfgenergia chimica per oltrepassare la barriera di mwfwrepulsione elettromagnetica. La fusione degli elementi fino ai mwganumeri atomici 26 e 28 (mwgqferro e mwggnichel) è una mwgwreazione esotermica, cioè emette mwhaenergia termica (o calore),cite-ref-bulletin1950-2-0[2] poiché il nucleo prodotto dalla reazione ha massa minore della somma delle masse dei nuclei reagenti. Per i metalli di transizione con numeri atomici superiori al 28 la reazione invece è mwiqendotermica, cioè la quantità di energia termica assorbita è maggiore di quella rilasciata. Alcune reazioni (in primo luogo quelle con una soglia di energia più bassa, come la fusione di mwigdeuterio e mwiwtrizio) determinano il rilascio di uno o più mwjaneutroni liberi; questo crea, nella prospettiva dello sfruttamento come fonte di energia, alcuni importanti problemi tecnologici legati alla mwjqattivazione neutronica e alla mwjgschermatura.

Un processo di fusione nucleare in natura, detto mwkanucleosintesi stellare, ha luogo al centro delle mwkqstelle: si tratta di una serie di mwkgreazioni esotermiche in cui nuclei di idrogeno (principalmente deuterio e trizio) si fondono tra loro per formare gli isotopi dell'mwkwelio. Tale processo emette una notevole quantità di mwlaenergia radiante e di calore, facendo risplendere le stelle nel buio del cosmo ed evitandone il mwlqcollasso gravitazionale.

La fusione è stata per la prima volta prodotta artificialmente negli mwlwanni cinquanta per amplificare la potenza di una mwmabomba atomica: questo tipo di ordigni è stato chiamato mwmqbomba H. A partire dagli mwmganni sessanta, sono stati eseguiti molti esperimenti per sfruttare l'energia prodotta dalla fusione, in primis per produrre energia elettrica. I mwmwreattori nucleari a fusione sono ancora in corso di progettazione e di costruzione; si crede che il lavoro verrà concluso intorno al 2060. Il giorno 13 dicembre 2022 il mwngDipartimento dell'energia degli Stati Uniti ha annunciato la prima reazione di fusione nucleare che ha prodotto più energia di quella utilizzata.

Contents

Storia
Boro
Bomba H
Note

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Storia

Partendo dagli esperimenti sulla mwogtrasmutazione dei nuclei di mwowErnest Rutherford, condotti all'inizio del mwpaXX secolo, la fusione in laboratorio di mwpqisotopi pesanti dell'idrogeno fu realizzata per la prima volta da mwpgMark Oliphant nel 1932: nello stesso anno mwpwJames Chadwick scoprì la particella mwqaneutrone. Durante il resto di quel decennio gli stadi del ciclo principale della fusione nucleare nelle stelle furono ricavati da mwqqHans Bethe. Le ricerche sulla fusione per scopi militari cominciarono all'inizio degli mwqganni quaranta nell'ambito del mwqwProgetto Manhattan, ma questo fu realizzato solo nel 1951 (nelle esplosioni nucleari dell'mwraOperation Greenhouse). La fusione nucleare fu impiegata per fini bellici per la prima volta il 1º novembre dell'anno mwrq1952, nel corso dell'esplosione della mwrgbomba H chiamata in gergo mwrwmwsaIvy Mike.

Le ricerche sullo sviluppo della mwsgfusione termonucleare controllata per scopi civili cominciarono in modo sistematico negli mwswanni cinquanta, e continuano ancora oggi. Tra gli altri, nel 2021 sono in corso alcuni progetti con l'obiettivo di dimostrare la tecnologia: mwtaITERcite-ref-iter-3-0[3], SPARC, mwugDEMO e ARC. In mwvaItalia, l'mwvqENEA sta studiando la possibilità di realizzare un reattore a fusione nucleare controllata con confinamento magnetico, del tipo più tradizionale, il tipo mwvgmwvwtokamak. Tale tecnologia ha avuto un drastico miglioramento grazie agli esperimenti condotti nei seguenti laboratori: mwwaExperimental Advanced Superconducting Tokamak (fusione di circa 20 minuti), mwwqJoint European Torus (nel 1997 ha raggiunto un guadagno netto di 59 megajoule in un singolo esperimento) e il mwwgNational Ignition Facility (che nel dicembre 2022 ha prodotto con un raggio laser da 2.05 MJ una energia netta di 3.15 megajoule).cite-ref-4[4]

Descrizione

Panoramica sulle reazioni

(D è il simbolo convenzionale per il mwbqdeuterio (mwbg2H), e T per il mwbwtrizio (mwca3H))

Per la realizzazione di mwcgreattori a fusione, il primo problema è stato finora quello di individuare reazioni aventi una bassa temperatura (tecnicamente si parla di mwcwenergia di soglia). Il primo pensiero chiaramente è naturalmente andato all'imitazione della natura: sappiamo che la fusione è la fonte di energia delle mwdastelle, tra cui il mwdqSole, in cui il gas caldo è tenuto confinato e coeso dalla loro stessa forza di gravità, come è stato spiegato nei paragrafi precedenti. Le reazioni delle stelle però hanno purtroppo temperature di soglia troppo alte per la resistenza dei materiali attuali e la capacità di tenere il plasma confinato e coeso.

Le reazioni che verranno impiegate hanno una temperatura più bassa di quelle standard nelle stelle (reazione deuterio-deuterio e mwdwciclo del carbonio-azoto-ossigeno):

(mweq4He mwegelio-4, mwew3He mwfaelio-3)

reazione artificiale standard: D-T (la soglia più bassa, ~14 mwfgkeV)

D + T → mwgq4He (3,5 MeV) + n (14,1 mwggMeV)

reazione delle stelle: D-D (le due reazioni avvengono con la stessa frequenza)

D + D → T (1,01 MeV) + p (3,02 mwhgMeV)
D + D → mwia3He (0,82 mwiqMeV) + n (2,45 mwigMeV)

reazione T-T

T + T → mwjg4He + 2 n (11,3 MeV)

Altre reazioni interessanti, per la maggior parte aneutroniche:

reazione della fusione aneutronica standard, quella dell'mwkq3He (soglia di temperatura maggiore di più di tre volte; difficoltà di approvvigionamento dell'mwkg3He):

mwlq3He + mwlg3He → mwlw4He + 2 p
D + mwmq3He → mwmg4He (3,6 MeV) + p (14,7 MeV)
T + mwna3He → mwnq4He (0,5 MeV) + n (1,9 MeV) + p (11,9 MeV) (51%)
T + mwnw3He → mwoa4He (4,8 MeV) + D (9,5 MeV) (43%)
T + mwog3He → mwow5He (2,4 MeV) + p (11,9 MeV) (6%)

spallazione del mwpq6Li

p + mwqa6Li → mwqq4He (1,7 MeV) + mwqg3He (2,3 MeV)
D + mwra6Li → 2 mwrq4He (22,4 MeV)
mwrw3He + mwsa6Li → 2 mwsq4He + p (16,9 MeV)

reazioni di mwswattivazione neutronica del trizio, usate nelle bombe a fusione "secca" e in alcuni progetti di reattore a fusione:

mwtg6Li + n→ T + mwtw4He
mwuq7Li + n→ T + mwug4He + n

spallazione del mwva11B

p + mwvw11B → 3 mwwa4He (8,7 MeV)

Reazione artificiale

La reazione da decenni (di gran lunga) più studiata, per utilizzare la fusione in un reattore di una centrale per produrre energia elettrica, è la fusione deuterio-trizio (D-T), perché è quella che richiede la temperatura più bassa.Tipicamente, questa reazione ha una temperatura di soglia di circa 200 milioni di mwwwgradi. In realtà, in gergo tecnico la temperatura viene espressa in mwxakiloelettronvolt: 200 milioni di gradi sono uguali a 20 keV (per effettuare questa conversione bisogna moltiplicare per la mwxqcostante di Boltzmann). Lo svantaggio della reazione standard D-T, la più fredda, è la produzione di neutroni a energia molto alta (14,1 MeV): per dare un'idea, circa 7 volte l'energia standard di un neutrone veloce da fissione, che corrisponde a quello prodotto dalla reazione di fissione nucleare dell'mwxguranio 235. Il problema dei neutroni veloci è che essendo privi di carica non possono essere confinati da un mwxwcampo magnetico, ma a differenza dei mwyaneutrini i neutroni interagiscono in modo molto pesante con la materia. I neutroni in particolare tendono a rendere radioattivi gli mwyqacciai, il mwygcemento armato, e altri materiali strutturali convenzionali, trasformando gli mwywelementi chimici che contengono: il fenomeno è chiamato mwzamwzqattivazione neutronica. La presenza di neutroni veloci rende quindi necessario l'impiego di schermature molto pesanti (tipicamente mwzgpiombo o mwzwcemento armato). Questo è uno dei principali problemi per un reattore a deuterio-trizio, come mw0aITER. I neutroni d'altra parte sono una fonte di calore interna alle pareti del reattore, che viene sfruttata nella produzione di energia elettrica. Inoltre, i neutroni vengono utilizzati per produrre il trizio attraverso reazioni di mw0qcattura neutronica del litio, facendo scorrere dietro le pareti del plasma del litio o una lega litio-piombo in cui il piombo scherma verso l'esterno e contribuisce a moltiplicare i neutroni veloci, aumentando il tasso di conversione del litio in trizio.

Reazione aneutronica

La fusione mw1q3He + D è la rappresentante tecnologicamente più importante delle mw1gfusioni aneutroniche.

La sua temperatura di soglia per la reazione mw2a3He + D è stata misurata essere intorno ai 580 milioni di gradi (50 keV), e quella della D-T è a 175 milioni di gradi (15 keV): l'aumento di temperatura risulta circa 3,3 (vedere la figura precedente con le curve delle probabilità di reazione alle varie temperature).

Questa reazione potrebbe diventare interessante come alternativa al T+D, ma sarebbe necessario l'aumento di più di 6 volte dell'intensità di mw2gcampo magnetico, e quindi della capacità di confinamento, che potrebbe essere offerto da mw2welettromagneti che impiegano la tecnologia dei mw3asuperconduttori ad alta temperatura. Questi sarebbero naturalmente molto più capaci di tenere confinato e coeso il plasma rispetto per esempio ai magneti superconduttori a bassa temperatura, che danno un campo intorno a 1 mw3qtesla per il reattore ITER di riferimento in Provenza. In effetti, un plasma di mw3g3He e D attorno ai 580 milioni di gradi produce anche fusioni secondarie di tipo D+D, che sono neutroniche: lo si può notare dalla vicinanza delle curve delle reazioni mw3w3He +D e D + D in questa regione di temperatura. I neutroni della reazione standard D + T hanno infatti un'energia molto alta, circa 7 volte quella dei neutroni generati dalla fissione standard dell'uranio 235, e quindi sono molto più penetranti. Invece, i neutroni lenti del D + D sono meno, e sono penetranti in modo simile a quelli della fissione standard siccome hanno un'energia simile; infine, attivano molto meno i materiali strutturali del reattore e quindi pongono meno problemi per lo schermaggio e lo smaltimento.

Purtroppo, le due fusioni aneutroniche più studiate in passato per fini militari sono state quella dell'elio-3 col trizio, e quella del litio-6 col deuterio.

Reazione delle stelle

Ci sono studi che esplorano le possibilità di sfruttamento pacifico della reazione che avviene nelle stelle, quella deuterio-deuterio (D-D), che nel 50% dei casi produce neutroni con un'energia nettamente più bassa (2,5 MeV circa). La temperatura di soglia della reazione è però ancora più elevata che nel caso mw4w3He + D, per cui anche con i nuovi magneti basati sui mw5asuperconduttori ad alta temperatura si pensa che non sia raggiungibile nell'orizzonte di qualche decina di anni.

Cinetica delle reazioni

Nella fusione nucleare il nuovo nucleo e il neutrone liberato hanno una massa totale minore della somma delle masse dei nuclei reagenti, con conseguente liberazione di un'elevata quantità di mw5wenergia, principalmente energia cinetica dei prodotti della fusione, secondo la relazione tra la mw6amassa e l'mw6qenergia stabilita dalla mw6gteoria della relatività ristretta:


in cui mw8qE è l'energia, mw8gm la massa e mw8wcmw9a2 il quadrato della mw9qvelocità della luce nel vuoto.

Affinché avvenga una fusione, i nuclei devono essere sufficientemente vicini, in modo che la mw9wforza nucleare forte predomini sulla repulsione coulombiana (i due nuclei hanno mw-acarica elettrica positiva, si respingono): ciò avviene a distanze molto piccole, dell'ordine di qualche mw-qfemtometro (10mw-g−15 metri). L'energia necessaria per superare la repulsione coulombiana può essere fornita ai nuclei portandoli ad altissima mw-wpressione (altissima mw-atemperatura, circa 10⁷ mw-qkelvin, e/o altissima mw-gdensità).

La fusione nucleare, nei processi terrestri, è usata in forma incontrollata per le mwaqabombe a idrogeno e in forma controllata nei mwaqemwaqireattori a fusione termonucleare, ancora in fase sperimentale.

L'mwaqqenergia potenziale totale di un nucleo è notevolmente superiore all'energia che lega gli mwaquelettroni al nucleo. Pertanto l'mwaqyenergia rilasciata nella maggior parte delle reazioni nucleari è notevolmente maggiore di quella delle mwaqcreazioni chimiche. Ad esempio l'mwaqgenergia di legame dell'elettrone al nucleo di idrogeno è di 13,6 mwaqkeV mentre l'energia che viene rilasciata dalla reazione D-T mostrata in seguito è pari a 17,6 MeV, cioè più di un milione di volte la prima. Con un grammo di mwaqodeuterio e mwaqstrizio si potrebbe quindi produrre l'energia sviluppata da 11 tonnellate di mwaqwcarbone.

Gli atomi interessati dal processo di fusione nucleare, in natura e in ingegneria, sono gli isotopi dell'atomo di mwaq4idrogeno, caratterizzati da minimo numero atomico, a cui corrisponde la minima energia di innesco. Tuttavia all'interno delle stelle più grandi è possibile anche la fusione di elementi più pesanti, si ritiene fino al ferro.

La fusione nucleare controllata potrebbe risolvere la maggior parte dei problemi energetici sulla terra, perché potrebbe produrre quantità pressoché illimitate di energia senza emissioni di gas nocivi o mwaragas serra e con la produzione di limitate quantità di mwarescorie radioattive fra cui il trizio; una piccola quantità di radioattività residua interesserebbe solo alcuni componenti del reattore a fusione sottoposti a bombardamento neutronico durante i processi di fusione. Queste componenti sarebbero peraltro facilmente rimpiazzabili; i mwaritempi di dimezzamento della radioattività residua sarebbero confrontabili con la vita media della centrale (decine d'anni).

Applicazioni

Fonte di energia civile

Negli ultimi sessant'anni è stato profuso un notevole sforzo teorico e sperimentale anche per mettere a punto la mwarcfusione nucleare per scopi civili anziché bellici ovvero per generare elettricità e anche come sistema di propulsione per mwargrazzi, potenzialmente molto più efficiente e a molto minore mwarkimpatto ambientale sia dei mwaroreattori nucleari a fissione, o della produzione centralizzata di energia convenzionale rappresentata principalmente da mwarscentrali termoelettriche e mwarwcentrali idroelettriche.

Il problema principale dagli anni '60 ad ora, e probabilmente anche per il prossimo futuro, è rappresentato dalla difficoltà di raggiungere un bilancio energetico positivo del reattore. Ad oggi, infatti, non si è ancora riusciti a costruire un reattore che produca normalmente durante il suo funzionamento in continuo più energia elettrica di quanta ne consumi per alimentazione dei magneti e sistemi ausiliari. Una volta raggiunto il bilancio energetico positivo, poi, bisognerà assicurarsi anche un bilancio economico positivo. Il parametro principale che i tecnici usano per valutare la positività del bilancio energetico di un reattore è il mwar4mwar8parametro di Lawson.

Al momento, il reattore più avanzato a fusione è mwaseITER:cite-ref-iter-3-1[3] un reattore a fusione termonucleare (basato sulla configurazione di tipo mwasytokamak). ITER è un progetto internazionale cooperativo tra mwascUnione europea, mwasgRussia, mwaskCina, mwasoGiappone, mwassStati Uniti d'America, mwaswCorea del Sud e mwas0India. ITER però non è ancora il prototipo di centrale di produzione di energia elettrica ma solo una macchina sperimentale destinata a dimostrare di poter ottenere le condizioni di mwas4guadagno energetico necessarie. mwas8DEMO è invece il prototipo di centrale in fase di studio dagli stessi partecipanti al progetto ITER.cite-ref-5[5]

Il progetto SPARC della mwatuCommonwealth Fusion Systems, di cui mwatyEni è maggiore azionista, ha l'obiettivo di realizzare un reattore sperimentale a fusione più compatto ed economico rispetto a quello di ITER. Nel settembre 2021 è stato testato un prototipo per dimostrare che è possibile realizzare una camera di fusione in cui il confinamento del plasma è assicurato da magneti superconduttori ad alta temperaturacite-ref-wired-it-6-0[6].

Confinamento magnetico

Un mwat4plasma è costituito da particelle cariche, e può quindi essere confinato da un appropriato mwat8campo magnetico. Sono noti molti modi di generare un campo magnetico in grado di isolare un plasma in fusione; tuttavia, in tutte queste configurazioni, le particelle cariche che compongono il plasma interagiscono inevitabilmente con il campo, influenzando l'efficienza del confinamento e riscaldando il sistema. Due sono le geometrie che si sono rivelate interessanti per confinare plasmi per fusione: lo mwauaspecchio magnetico e il mwauetoro magnetico. Lo specchio magnetico è una configurazione "aperta", cioè non è chiusa su se stessa, mentre il mwauitoro (una figura geometrica a forma di "ciambella") è una configurazione chiusa su se stessa intorno a un buco centrale. Varianti del toro sono le configurazioni mwaumsferiche, in cui il buco al centro del toro è di dimensioni molto ridotte ma pur sempre presente.

Ognuno di questi sistemi di confinamento ha diverse realizzazioni, che differiscono tra loro nell'enfatizzare l'efficienza del confinamento o nel semplificare i requisiti tecnici necessari per la realizzazione del campo magnetico. La ricerca sugli specchi magnetici e su altre configurazioni aperte (bottiglie magnetiche, "pinch" lineari, cuspidi, ottupoli, ecc.) ha avuto un grande sviluppo negli anni mwauy1960-mwauc1970, poi è stata abbandonata per le inevitabili perdite di particelle agli estremi della configurazione. Invece, una variante dei sistemi toroidali, il mwaugmwauktokamak, è risultato essere una soluzione inizialmente più semplice di altre per un'implementazione da laboratorio. Ciò, assieme a una prospettiva remunerativa futura, l'ha reso il sistema su cui la ricerca scientifica in questo settore ha mosso i suoi passi più significativi. Attualmente il più promettente esperimento in questo campo è il progetto mwauoITER. Esistono comunque delle varianti di configurazioni toroidali, come lo mwausstellarator (che è caratterizzato dall'assenza di un circuito per generare una mwauwcorrente nel plasma) e la mwau0strizione a campo rovesciato (Reversed-field pinch).

Nel 2009 usando la macchina RFX a Padova è stato dimostrato sperimentalmente che, in accordo con quanto previsto da un modello matematico, si può migliorare il confinamento dando al plasma presente nel Reversed Field Pinch una forma a elica.cite-ref-7[7]

Il 5 settembre 2021 l’azienda americana mwavqCommonwealth Fusion Systems ha testato con successo un prototipo in scala 1:1 di un magnete basato su mwavusuperconduttori HTS (High Temperature Superconductors). L'esperimento ha dimostrato per la prima volta che è possibile realizzare una camera di fusione in cui il confinamento del mwavyplasma è raggiunto attraverso questo tipo di supermagneti. Questa tipologia di camera di fusione potrà consentire la realizzazione di un mwavcreattore sperimentale, denominato SPARC, molto più piccolo rispetto agli altri prototipi ora in sviluppocite-ref-wired-it-6-1[6]. I dati raccolti da SPARC permetteranno di realizzare ARC, il primo impianto pilota industriale in grado di raggiungere le temperature necessarie per rendere possibile la fusione controllata di deuterio e trizio. Secondo le previsioni di CFS, il reattore SPARC potrebbe entrare in funzione già nel 2025cite-ref-8[8].

Confinamento inerziale

Il combustibile nucleare può essere compresso all'ignizione con un bombardamento di fotoni, di altre particelle o tramite un'esplosione.cite-ref-9[9]cite-ref-10[10] Nel caso dell'esplosione, il tempo di confinamento risulterà essere abbastanza breve. Questo è il processo usato nella mwawsbomba all'idrogeno, in cui una potente esplosione provocata da una mwawwbomba a fissione nucleare comprime un piccolo cilindro di combustibile per fusione.

Nella mwaw4bomba all'idrogeno, l'energia sviluppata da una mwaw8bomba nucleare a fissione viene utilizzata per comprimere il combustibile, solitamente un miscuglio di mwaxadeuterio e mwaxetrizio, fino alla temperatura di fusione. L'esplosione della bomba a fissione genera una serie di mwaxiraggi X che creano un'onda termica che propagandosi nella testata comprime e riscalda il deuterio e il trizio generando la fusione nucleare.

Altre forme di confinamento inerziale sono state tentate per i reattori a fusione, incluso l'uso di grandi laser focalizzati su una piccola quantità di combustibile, o usando gli ioni del combustibile stesso accelerati verso una regione centrale, come nel primitivo mwaxqfusore di Farnsworth-Hirsch o nel fusore mwaxuPolywell.

Boro

Nel mwaxg2004 scienziati russi, diretti da Krainov, riescono a produrre una reazione di fusione nucleare controllata innescata dal confinamento laser, tra mwaxoprotoni (atomi d'idrogeno privi dell'elettrone) e atomi di mwaxsboro, alla temperatura di 1 mwaxwmiliardo di mwax0kelvin, senza emissione di mwax4neutroni e particelle radioattive, a esclusione di mwax8particelle alfa. Ma l'energia richiesta dal laser supera di molto quella prodotta dalla reazionecite-ref-11[11]cite-ref-12[12]cite-ref-13[13].

Nel gennaio 2013, un gruppo di ricercatori italiani e cechi diretti dal Dr. Antonino Picciotto (Micro-nano facility, Fondazione Bruno Kessler, Trento) e dal Dr. Daniele Margarone (Institute of Physics ASCR, v.v.i. (FZU), ELI-Beamlines Project, 182 21 Prague, Czech Republic) hanno ottenuto il record di produzione di particelle alfa (10^9/steradiante) senza emissione di neutroni, utilizzando per la prima volta un target di silicio-boro-idrogenato ed un laser con intensità 1000 volte inferiore rispetto agli esperimenti precedenti.cite-ref-14[14]

Bomba H

La prima applicazione tecnica della fusione termonucleare, nella seconda metà del mwazqXX secolo, fu l'amplificazione di energia di una mwazubomba atomica ottenuta circondandola con un guscio esterno di idrogeno: questo dispositivo è chiamato mwazybomba H. Finora questo dispositivo non è mai stato utilizzato su un obiettivo civile, ma solo sperimentato in siti di test svolti dalle grandi potenze della mwazcguerra fredda per lo più durante gli mwazganni '50 e mwazk'60 del XX secolo negli mwazoatolli dell'mwazsOceano Pacifico, causando la distruzione permanente dei siti (il caso emblematico è l'mwazwatollo di Bikini: dal 1997 l'atollo è stato dichiarato nuovamente abitabile, ma le isole rimangono tuttora disabitate e ci sono grossi rischi per la popolazione), e un incremento sostanziale del mwaz0fondo di radioattività naturale nell'intero pianeta durante quegli anni.

Ricerca

Il 5 dicembre 2022 un gruppo di ricercatori della mwaaaNational Ignition Facility presso il mwaaeLawrence Livermore National Laboratory ha realizzato per la prima volta una mwaaifusione a confinamento inerziale con bilancio energetico positivo, i mwaam2,05 MJ forniti al target hanno infatti generato mwaaq3,15 MJ di energia. Per alimentare i 192 laser, tuttavia sono serviti 300 MJ di energia. Il bilancio energetico complessivo quindi è stato estremamente negativo. cite-ref-15[15] I risultati della ricerca sono stati ufficialmente annunciati il 13 dicembre 2022 a mwaakWashington.cite-ref-16[16]cite-ref-17[17]

Al 2024, esistono programmi di ricerca in oltre 50 paesi e il rapporto Fusion Outlook 2023 dell'mwabmAIEA riporta che nel mondo più di 140 macchine per la fusione, frutto di progetti pubblici e privati, sono in funzione, in costruzione o in fase di progettazione.cite-ref-18[18]

Note

cite-note-shultis-11. mwab4J.K. Shultis, R.E. Faw, mwab8mwacaFundamentals of nuclear science and engineering, mwaceCRC Press, 2002, p.mwaci 151, mwacmISBNmwacq 0-8247-0834-2.
cite-note-bulletin1950-22. Hans A. Bethe, mwacoThe Hydrogen Bomb, Bulletin of the Atomic Scientists, April 1950, page 99. Fetched from mwacsbooks.google.com on 18 April 2011.
cite-note-iter-33. mwademwadimwadmProgress in Fusion, su mwadqiter.org, mwaduITER. mwadyURL consultato il 15 febbraio 2010.
cite-note-44. mwadomwadsmwadwI tre esperimenti di fusione nucleare che stanno rendendo possibile la fusione nucleare commerciale, su mwad0scenarieconomici.it.
cite-note-55. mwaeemwaeimwaemITER & Beyond, su mwaeqiter.org mwaeu(archiviato dall'mwaeyurl originale il 22 settembre 2012).
cite-note-wired-it-66. mwaewmwae0mwae4Fusione a confinamento magnetico, Eni annuncia il successo del test di Cfs, su mwae8wired.it.
cite-note-77. mwafmmwafqmwafuFusione nucleare: Audio-intervista a Francesco Gnesotto, direttore del Consorzio RFX di Padova., su mwafyoloscience.blogspot.com.
cite-note-88. mwafomwafsmwafwNucleare pulito, Eni inaugura l’era della fusione a confinamento magnetico, su mwaf0ilsole24ore.com.
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Voci correlate

• mwanwDeuterio
• Fusore mwaoqPolywell
• mwaoyIdrogeno
• mwaogIGNITOR
• mwaowITER
• mwao4Joint European Torus (JET)
• mwapaTokamak
• mwapiTrizio

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• Wikizionario
• Wikimedia Commons

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Collegamenti esterni

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